Biblioteca "Mario Sturzo"

Direttore don Angelo Passaro


Library Manager e Responsabile della Catalogazione dott.ssa Giuseppina Zarbo

Collaboratori

don Gaetano Colombo (Settore Acquisizioni)

dott. Carmelo Belfiore (Sistema informatico e sito web)

INDIRIZZO
Via La Bella, 3
94015 Piazza Armerina

 

CONTATTI
Email: info@biblioteca.sevepa.it

La biblioteca svolge servizio al pubblico nei giorni di:

Giovedì 9-13 / 15-19

Venerdì 9-13 / 15-19

Sabato  8,30-12,30

Mons. Mario Sturzo

La nostra biblioteca è dedicata a Mons. Mario Sturzo (1903-1941), fratello del più noto Luigi e settimo vescovo della nostra diocesi, proveniente dalla diocesi di Caltagirone. Di ampia e profonda cultura filosofica e di profondo zelo pastorale, permise alla diocesi piazzese di eccellere tra le diocesi siciliane e di imporsi all’attenzione nazionale.
Riformò moralmente e materialmente il seminario diocesano. Primo in Sicilia, fondò la Congregazione sacerdotale degli Oblati di Maria, per la quale stese le costituzioni e della quale organizzò la vita comune . Fu sempre in mezzo al suo popolo e, in particolare, nei primi due decenni, tra le masse degli operai e degli zolfatari per rendersi conto personalmente dei loro problemi religiosi e delle loro condizioni di vita. Nei paesi della sua diocesi favorì il sorgere di casse rurali e altre opere sociali cattoliche.

Mario Sturzo moltiplicò il numero delle parrocchie curandone anche l’organizzazione. Celebrò due sinodi diocesani nel 1911 e nel 1928; fu attento alle visite pastorali periodiche della diocesi, al rilancio dell’Azione Cattolica, alla promozione della formazione degli insegnanti e dei professionisti, all’attuazione d’opere caritative. Particolare attenzione rivolse soprattutto alla Famiglia, facendo arrivare per diversi anni la sua parola ai suoi diocesani col periodico: “L’Angelo della Famiglia”.

Per un decennio mons. Sturzo fu anche segretario della Conferenza episcopale sicula ed estensore di alcune lettere pastorali collettive. La sua attività di studioso di filosofia non incontrò il favore d’alcuni esponenti della neoscolastica e fu oggetto di un richiamo della Congregazione del Sant’Ufficio, che egli accettò con sofferenza ma in assoluta obbedienza alla Santa Sede al cui giudizio si sottomise con una lettera dell’ 8 aprile 1931. La figura di questo vescovo, è tuttora viva nel cuore e nella mente della Chiesa piazzese, al quale ha lasciato, come eredità di valore inestimabile, un considerevole patrimonio di insegnamenti dalla profonda valenza intellettuale e morale. Attraverso le numerose lettere pastorali diede alla diocesi un’impronta di grande apertura alle questioni del tempo e di conseguente impegno sociale, oltre che di formazione spirituale per il laicato. Particolare menzione merita il convegno diocesano da lui voluto sul rinnovamento della parrocchia nel 1937. La sua capacità speculativa lo portò ad intessere rapporti a livello nazionale con filosofi e letterati di diversa estrazione culturale. A lui si deve la fondazione della teoria filosofica del neo-sintestismo e del periodico “Rivista di autoformazione”. Sul suo episcopato e sul suo pensiero sono state condotte, negli ultimi anni, numerose ricerche che ne hanno messo in luce lo spessore culturale e spirituale. Morì nel 1941 e le sue spoglie, sepolte dapprima nel cimitero di Piazza Armerina, il 25 aprile 1960, a cura del suo successore, furono trasferite alla Cattedrale di Piazza Armerina.